Autolesioni contrapposte

Penso spesso al farla finita, ma ci penso in maniere diverse, con dietro motivi diversi.

Ma non è questo il punto del post.

Quando non penso di farla finita, quando raccolgo ogni briciola della mia forza, quando mi ribello a catene di terrore grande il triplo dei miei polsi e ce la metto tutta per reagire, per ragionare, per concentrarmi su uno dei molti obiettivi che voglio e per cui sono disposta a lottare oltre al limite del ragionevole, spesso succede che il mio corpo mi sabota.
Sì, lo stesso corpo che inizia a tremare ogni volta che devo tagliarmi per non impazzire, lo stesso che sviene anche coi prelievi, quello che teme ogni goccia di sangue (Sarà perché la associa all’autolesionismo? Me lo sono sempre chiesto.). Sembra odiare così tanto il dolore… Allora perché nel momento in cui scelgo un’altra via e ho le energie da metterci, crolla? Lo stress fa male, dicono i medici, gli psicologi, il senso comune. Abbassa le difese immunitarie ed è alla base di molti sintomi senza altra causa.

L’altro giorno ho sfiorato il Panico. Devo dare troppi esami, sono stata malata e ho perso troppe lezioni, non sono minimamente all’altezza. Ma, forte dei miei piccoli successi del finesettimana, l’ho preso per le corna e gli ho detto non oggi, più convinta di Arya Stark.

Ho respirato, ho preso un po’ di lexotan (che ci volete fare, un aiutino farmacologico non guasta mai) e mi sono messa a studiare. Rush completo, ho fatto più in quel pomeriggio che nel mese precedente. Figo. Ero soddisfatta. Percepivo di potercela fare, ed è una sensazione rara e preziosissima per me.
Sono tornata a casa felice, con un leggero mal di gola, ma chissenefrega, tanto questo weekend niente prove.
Il mal di gola aumenta. Mi mangio un po’ di zenzero, che strano… Che sarà mai?
Aspetto il mio ragazzo, che tarda un pochino. Lo zenzero non sta aiutando. Cosa cazzo è

Non è mal di gola, fa troppo male
Arriva G, mettiamo su una puntata di Breaking Bad. Ha portato della carne da mangiare per cena, che lusso delizioso. Sono preoccupata.

Non riesco a deglutire, fa troppo male

Mi sto strozzando deglutendo mezzo litro di saliva perché fa troppo male e la mia gola si contrae e ribella al passaggio di qualsiasi cosa.

Oh, improvvisamente è lampante. Inizio a piangere involontariamente per il male, dopodiché ho una stramaledetta crisi di nervi e inizio a piangere per la disperazione.
La mia gola, la parte bassa della lingua, sì, quella collegata a millemila terminazioni nervose, deve essersi riempita di afte. Di nuovo. Di nuovo. Non ora, non è possibile.
Ho male all’orecchio destro, da morire, mi fa male pure parlare.
Io ci ho provato, ma il mio stramaledetto corpo non collabora, anzi, distrugge me e i miei buoni propositi. E allora sublime vendetta, prenditi queste coltellate e sanguina insieme alle speranze che hai distrutto.
Per una volta non è colpa diretta della mia mente, e se li sta proprio meritando questi tagli.

Non ce la posso fare.
Ho perso due giorni a letto senza quasi mangiare e bere. Tra tre giorni ho due esami. E’ veramente diventato troppo tardi… Ero così vicina a farcela.

PS: non avrei voluto che il mio primo post sul blog fosse una cosa così sconclusionata… Ecco perché non ci ho mai scritto nulla. Ma del resto non avrei voluto tante altre cose.
Perhaps what we want in life is not what we need…– DTP